giovedì 4 giugno 2009

Donna putacaso!


Donne come te le trovo annidate nei bitorsoli. Succhi e mosti estivi, sculacciate nel vigneto non fanno buon raccolto, meglio usare le tenaglia. Ma io e te che facciamo assieme? Non c’entriamo nulla, siamo come pareo e Sacco/Vanzetti, come lucidalabbra e diktat a marrakech, massaggi per l’osteoporosi e pascoli troppo adiacenti all’autostrada, almeno il pastore con le pecore va d’amore e d’accordo, o di stima e di veniamoci in contro, o di rancore e non chiamarmi piu. Le tube di fallopio fanno brutti scherzi, si mascherano da spaghetti a mezzodi tu li tocchi improvvisando la solita routine e lei resta incinta. Putacaso, gran figlia del putacaso. M’inganni?. Ho capito snellire l’apparato statale ma cosi si perde di vista la grande moka-tabellone oculistico da 12. io cambio scarpe nel tentativo di non farmi riconoscere. Ma dimentico di farmi un intervento ricostruttivo alle giunture e di farmi il soffritto alle cartilagini da rinserire ben dorate. Cosa mi sento dire: “fai tutto quello che vuoi, tanto con quel numero cosi ordinario del tuo fax non avrai mai altre donne all’infuori di me”. Il tornello dell’ingiuria allo stadio senza portiere stenta a farmi salire nei miei alloggi. Devo tornare nel cetaceo di Collodi? La casa mi scivola via con le mani bagnate, una buona abitudine igienica ti si rivolta sempre contro e carta canta ma serve pure il basso e batteria , che serata dannata, prendete i bicchieri di carta non canterini, offro io. Non mi daro tregua finche l’ultima goccia di mestruo non sara vendicata. Per il lavoro ho uno zio alle poste, sicuramente mi fa imbucare da qualche parte per spalmare la crema solare sulle vongole nei fondali marini, che poi, se no, c’hanno sempre le fighe screpolate agli antipasti.

Come lavoro ho iniziato a starnutire nelle cisterne, per contrastare la siccità, la siccità incombe, un giorno c’è e un giorno non c’è più, strano il destino degli agenti atmosferici, sicuramente sara in un posto migliore, magari a parlare con presiedenti del passato, attori famosi, scacciacani e sentinelle di centrini ricamati a mano, atti di nascita smarriti e sacchi a pelo fallati, passanti per i remi e colicisti e fanghi dalgaguanna. Beata la siccità.

Ho scoperto che lo scolo si contagia attraverso un rapporto completo, poco prima della firma lo caccio e vengo fuori dal foglio. A sentirne di storie, puoi sapere come sei nato. Certo che fatica. I templari hanno fatto la scelta più saggia, andiamocene da casa, cosi saltiamo il turno per lavare i piatti, ci mettiamo a battere sentieri e ci proponiamo come paradigma. Comodo no?.
Nove mesi sono passati. Adesso dovro montare una mensola in piu. Carletto, oggi ha 18 anni, è un Musicista gnostico, non crede nei suoni precendenti a quello che sta suonando. Vuole iscriversi all’isef e diventare professore di ginnastica, ne ha proprio bisogno la società di una persona in più in grado di saltare la cavallina.

lunedì 1 giugno 2009

Lista dello cose da fare2


essere all'altezza di sottaceti senza ego
fare la scarpetta nel tuo plasma
indossare una pedina della dama
un fiume in piena arrossisce
avere una scimmia con occlusione intestinale
due giovani scapoli praticanti effusioni con le alghe di baywatch
scapigliare l'etna
assumere l'oceano a nero
perdersi mentre si è indirizzati all'obitorio
correre sulle posate
far scendere un testicolo ad un infante
scheggiare la bassa lingua e infettare la ferita
importare l'autostima dalla fierezza dei piloti Playmobil
piante grasse all'acquagym
fotoplancton all'autovelox
spocchiosi divani arterosclerotici
droidi filo-maoisti in alabastro sotto la quercia delle timberland
fiat panda senza carie
detronizzare toast
litografia del tuo alito
personificare il mestruo
cingolati evangelizzatori

mercoledì 27 maggio 2009

Avances di Souvenir


Mi tolgo i calzini, mentre mi raggiunge Silvye avvolta in un rotolo di carta da parati, un chador inusuale per una donna che ha studiato e che come inestetismo ha solo una lentigine sul collo.

Appena ritornata dal regno dei morti e con un po di mal d'auto, pretende da me più contegno nel ricordo di lei e delle nostre tende. E' una presenza nebulosa informe come di condensa sulle brocche, notevomente più sensuale di come la ricordassi. Volli rifarmi le foto per migliorare la qualità dei vecchi book, tra un flash e l'altro mi assalì la foga del desiderio tanto che iniziai a baciarla.

"quelli non sono i miei capezzoli..stai ciucciando i miei calcoli biliari.."

Non è facile accoppiarsi con un banco di albume nebbioso, se lei non si fa trovare in ordine. Le chiedo di pettinarsi tutte le cartilagini da un parte e di disporre gli orifizi col contegno d'una volta, altrimenti è come avere la cataratta e cercare rapide moine con le fessure di una trousse all'interno di un bagaglio sul tapis roulant di un low cost.

Sento dei passi, arriva qualcuno.
"Presto..Silvye nasconditi nel mio the"

Credevo fosse un calesse invece era Zarathustra che dice d'aver perso l'uso delle gambe in un incidente stradale, e che ti stava cercando. "Cosa vuole da te, Silvye?"

"Zarathustra è uno che ha l'umorismo di sean connery nel nome della rosa, ma veste un po peggio..vuole portare l'insegnamento alla societa e convincermi a sedermi tra le comparse di Ballarò per avvicinarmi alla catarsi dei monaci stiliti immobili su una colonna che vedono passare le carovane.."

"Silvye, non ricordo, ma Ballaro è quello dove i personaggi parlano rivolgendosi tra loro dicendo: puffamelo?"

"Esatto"

adesso pero ho da fare per cui la storia finisce qui, quello che state pensando non mi riguarda, saranno di certo intuizioni blande e poco analitiche.

martedì 12 maggio 2009

Slavina Logopedistica


- Questo è il vagone non-lettori!
: Se apro il finestrino?
- Entra del freddo ghiacciato senza spremuta..
: Possso almeno tenerlo in mano senza sfogliarlo?
- Non davanti ai bambini.
: Tutta questa neve stamattina mi ha sorpreso, ho l'alito senza galosce.. avevvv jsku sslotri sassffkf

Le parole all'improvvisono sono interrotte poco dopo il valico del palato. Una slvaina di sillabe ha bloccato la conversazione. Prendo il cellurare e chiamo l'Anas Congiuntivi. Mi risponde la centralinista.

- Buongiorno, come posso aiutarla?
: Buongiorni ho priblimi e intoppi nel sentierhi del linguaccio , esattamente all'altezza delle bisdrucciole
- Le manderemo subito qualcuno idoneo al suo caso: mi dica ha il labbro leporino? zacaglia? soffre di cali d'autostima?
: Ho il braccio leporino quando scrivo di albini di scentology che perdono il self-control. Non balbuzzio se non è proprio necessario..e uni volti ho tentito di prelevarmi l'autostima ma non ci sono riuscito con l'infermiera che mi guardava.
- Saremo subito da lei.

Due ore dopo non si vede ancora nessuno, scendo dal silenzio di circostanza e mi affaccio sulla carreggiata del convenevole.
: (Mimo) Mi sa dire dove siamo?
- No, non soffro di ipertrofia-prostatica. Grazie per l'interessamento.

Mimare è sempre stata la mia pecca dai tempi dell'università. Durante la tesi ho augurato al mio relatore di perdere l'uso delle gambe ma di mantenere sano il sistema immunitario.

Scrivo su un foglio: Dove siamo? lo passo al solito dirimpettaio che annuisce e me lo rigira. Basisco in modo esentasse. Provo a rileggerlo, c'era scritto: il finestrino è finestrato?. Sono isolato ogni comunicazione è impraticabile. Sono in una scarpata insonorizzata da gusci d'uovo. Non raggiungero mai l'altro preferisco star qui ad arredarmi la voragine con poster sordomuti.

venerdì 8 maggio 2009

Per fare la Rivoluzione..(senza l'ausilio di Jakie Chang..)


innanzitutto è necessario stabilire una solida e imprescindibile piattaforma di partenza: il look. Stesse giacche, stessa disposizione degli eritemi solari del leader, non dissimile celiachia in caso lo imponga il duce.

definire perentoriamente i principali ruoli in caso di colpo di stato, come chi deve portare i cambi della biancheria nei palazzi requisiti all'ancien regime.

ribaltare l'ordine costituito può non generare consenso a breve termine per cui ricordarsi di imporre divieti privi di senso solo per terrorizare la popolazione: apologia di reato per crosta di sale.

raggiunto il terrore nelle massa, per gli esponenti del regime è inutile farsi barba e doccia ogni giorno.

una volta ridotti i nemici alla massoneria farli uscire allo scoperto con proclmani fasulli non sara difficile: "i clandestini possono tornare nei palazzi presidenziali per ritirare gli effetti personali".

l'ostilita aperta puo esaurirsi dopo 6-8 mesi. nulla a questo punto vi impedira di reintegrare nella corte gli esponenti del vecchio status quo, sopratutto quelli che sanno dove sono gli asciugamani puliti.

domenica 3 maggio 2009

Sai quante volte ho sbagliato la quantita di sale..


"Sono un normale trentenne, a cui piace travestirsi da ventinovenne..sveglio granchi di soprassalto, attraverso i golfi con l'indice sulla cartina. Ma ora datemi quello che chiedo o sono pronto a tutto..Non arrivo alla fine del mese, sono a gennaio e voi a giugno, sto fermo ancora al 27 in una notte di luna piena e i tarli-mannari ululano, non dormo piu da settimane..Non costringetemi a fare del male a Massimo"

"RILASCI SUBITO L'OSTAGGIO E ACCOGLIEREMO OGNI SUA RICHISESTA"

"L'ostaggio mi serve, ha 9 anni e il pugno perfetto per salare una porzione id spaghetti, assegnatemi una borsa di studio per minoranze etniche non in grado di sapidare pietanze, e lo libero"

"Sono Massimo, 9 anni li avrei dovuti fare a marzo, è veramente disposto a tutto: ha tenuto in carica la batteria a litio del cellulare per 72 ore consecutive, cosi, a scopo dimostrativo. tutto il filmato è su youtube"

"ALTRE RICHIESTE?"

"Si, che si misuri Ambrogio Sparagna e lo si imbianchi per aumentare l'affitto agli studenti erasmus"

mercoledì 22 aprile 2009

La lista delle cose da fare.


Speronare pupazzi di carta e stagni..
Il sindaco rianima un cono spartitraffico e tu rotoli sotto una palla da tennis..
Il materasso spara alla lampadina 220 volt..
Sellare un cerchione che intervista un gondoliere..
Scoraggiare milano..
Un francobollo non nasconde un marciapiede..
La presa elettrica schiaccia un lecca lecca che accende la saliva..
Prova a fare un buco nelle acque e a starnutirci dentro..
Ho visto un panda maturare e consegnare un orafo alla brace..
Sfregare un saldatore durante le ore di veglia..
Il canale di suez ha bruciato Bruno Giordano..
E tu dormi in un crepaccio e monti scaffali sui precipizi..
Non ho mai visto un portacenere tremare di fronte a un maestro di sci..
Fai il torero col termosifone..
Molti poster vanno in ufficio ad ubriacarsi..
Il verso di una stecca da biliardo mentre mente alla sposa..
Una pinzatrice in visita ad un cecchino..
Imbalsamare una coccinella..
Puoi battere un cameriere al congresso..
Rispettare le meduse..
Con la lava minacciare la francia di Le Pen senza correre..
Gugliemo tell porge l’altra guancia..
Erodere l'ipocrisia del custode..
Sorprendere il lavapiatti a scagliare una scialuppa di salvataggio contro una frittata..
Tu coreggi i cigni..
Tamponare una pinacoteca con genitori..
Io voglio confidarmi con lo yo yo della guardia forestale..
Non puoi giudicare un fenicottero padre..
Un Atollo Raggiunge il portico distratto..
Tu fai il battesimo in piscina Yakuzi..
Non soffiare mai da troppo vicino sulla saldatura di una carlinga..
Scartare la siccità in tutù..
Ho un etica: sfregiare solo i pogioli del dirimpettaio..
È facile come arpionare una fata in una baia..
Completare la cava con una benda sull’occhio..
Asciugare la piscina col cincuturino..
Trasmetter stazione radar al mio zerbino..
Bollire un campo coltivato..
Vorrei ornare un Germano Reale con una ginocchiera..
Separare lo samlto dalle unghie col pomo di adamo..
Portare londra alla conversazione?preferisco portarla all’asciugacapelli..
Intrappolare l’hostess nella grondaia..
Un killer si piega coi confetti..

martedì 21 aprile 2009

La Rivolta delle Arringhe perse


Appare sua nipote, isabella, capelli sciolti, lunghi abbastanza da arrivare alle punte, capelli che non avrebbero di certo permesso a nessuno di essere immersi in un liquido e ricevere dal basso verso l'alto una spinta pari al peso del volume di liquido spostato, aveva la chioma fluente e fragrante, la brezza che spirava verso l’oceano le agitò i capelli lunghi, facendoli scorrere sul collo come stole equine, avvolgendola in un fluido sapore di sfumature. Conservava ciocche di capelli e capelli non in fiaschi, né in confetture sottovuoto, bensi sciorinanti nella calotta, forse diffidenti, ma pronti ad essere colti all’ombra di cavalletti rotti , consumati da pittori.

Capelli color dell’agata, si riannodavano in bozzoli raccolti come da riavvolgi-prolunghe, cadendo sotto il cappello, s’accalcavano tra il lieve rossore delle gote.

Aveva 22 anni e aveva appena lasciato l’universita per un gruppo di mimi; il suo sogno era mimare un “amministratore di saline di spalle ambosessi motomunito”, era una ragazza impettita carina con un paio di jeans scoloriti e in lontananza chissa dove: autovetture con motori che non si mettevano in moto.


Mi ricordava Aristotele quando celiava: “mi sono fatto bello, per andare bello da un bello”.

Poco dopo mi si avvicinò Emilio, la sua ossatura minuta contrastava con una carne insolitamente morbida, si presento come “eclettico” , ma non si sa bene in cosa. Esordi: “il linguaggio è stato inventato dalla nostra ragione per tenere in scacco il meccanismo di ricostruzione razionale della realtà” - tergendosi gli occhiali, aggiunse - “mi hanno abbandonato alla stazione a 26 anni”.

Ben presto iniziò a confezionare teorie affascinanti per chi non ha terminato la scuola dell’obbligo. Teorie su se stesso definendosi: “gran satrapo del collegio di patafisica”. O su Giuseppe Guarneri del Gesu e Antonio Stradivari e sul suo liutaio che potrebbe eguagliarli intagliando dell’oleandro; sui suoi congressi sui “difetti di contrazione di due sillabe in una sola”. Era un epidemia del buon umore, per lui, un gioco di società chiamato: “mortificazione” per noi.

Quella sua aria da tutto fare, da primo della classe fin troppo orgoglioso della propria inconsapevole bravura, mi ricordava Renzo Arbore, un magnate del prelavaggio, di chi tutto ha fatto dal dragare laghi al partecipare alla stesura dello strum und drang. La tossicità dell’aria raggiungeva i livelli di asbesto di casale Monferrato.

Mi sento come un terrone a tel aviv o il pony del docente. La sua amica annuisce con orgoglio. S’intuisce dell’amica una qualità inequivocabile: potrebbe essere un attrice, se fossimo reclusi in un galeone nel fondale marino. Una donna dall’apparenza sinusoidale, sfocata, è breve il tratto che ci divide ma la sagoma è al di la di un muro d’afa immaginario che la rende dal perimetro indefinibile a occhio nudo.

Continua..Emilio: “dipingo in acquaforte..” - “ho prestato servizio in marina... mi ricordo..” – implementava – “affittavo oceani ai cetacei..” – spasmi ansma e celiachia vorrei mi saltassero in groppa per cavalcarmi fuori da qui - Rispondo come posso, argomentando alla meglio: ”anch’io.”

L’eclettico era appena rinvenuto da se stesso: “avete letto pasternak?”- non riesco a seguirlo, abbozza l’indice delatorio a mezz’aria, verso di me – accenno una risposta distratta e orgogliosa:”l’avevo gia letto..si si..ne avevo letto 3 pagine, ma volevo rileggerlo..non tutto ovviamente..certi punti delle 3 pagine”.

Il suo viso ossuto a 6 punte, se fosse stato di zolfo avrei iniziato a sacrificare capretti su basamenti in marmo e gatti neri, giusto per dargli una cornice più adatta. Si contrae per deglutire, tutto il suo corpo si raggruma attorno al naso.

Pensa di sapere abbastanza, di saperne abbastanza su ogni cosa. Sulle trabeazioni con architrave composito corinzio-tuscanio avrebbe titubato,avrei potuto chiederglielo,cosi per metterlo alla prova: sarebbe capitolato. Meglio non averlo messo alla sbarra rischiando magari di farmi rispondere correttamente. E se invece fosse un genio? Comunque un genio al quale avrei preferito la compagnia del buio. Quel buio meglio condiviso coi buoi.

Mentre spalanca quelle labbra da rock star del primo governo Sidney Sonnino, avevo le tempie ridondanti approssimazione tipica di amplessi appena prestati, vorrei ma perdo l'arringha.

Soccombo a estranei con un notevole uso del E IO SO, E IO HO FATTO, E IO SONO STATO.

lunedì 13 aprile 2009

Music kills mini-volley stars


Ricordo ancora il giorno, quel giorno in cui ti eclissasti accampando pretesti di parcheggio. Non ti ho piu vista. Se sei ancora in Sardegna Dimmi quando t'imbarchi che getto il fon in mare.

Vuoi vedermi fare fa il mimo sulle monroatie..o incartare porzioni di saliva nella stagnola in cambio di una moneta? ma io sono furbo, so che è un reato in prescrizione la sottrazione di penne a sfera. Potrei poi rivenderle, e vivere di Bic.

L'affito lo paghero da solo.

Qualche rinuncia sapro farla. Risparmiero in qualche modo. Come ammazza caffe, prendero un caffe.

Insomma io non potevo capirti. Io sono uomo. Capisco di corse sui cofani, schiene sudate contro condizionatori d'aria e niente di niente sulle Onlus.

ti cerco , mi manchi.
volevo solo dirti
senza fare lo spelling
che fai?
immagino starai respirando.

Siamo parte della bellezza creata dagli stessi che abbrutiscono i nostri giorni.

IN EFFETTI NON SONO IN GRADO di elaborare le mie emozioni..quindi chi mi garantisce che io non viva nella negazione? e che non si manifestino dei rimossi nella mia ricerca di te che latentemente in realtà significherebbe una ricerca d'altro, magari di non sentirmi solo al concessionario della Skoda, o un semplice Lustro presso la Curia alla domenica o altro ancora ma sempre utilitaristico. Non vedo come poter sconfermare. Cercavo egoisticamente di appagare il mio conflitto tra Es e super Es: il mio dovere è impedire al mio Es di soddisfare le sue pulsioni libidiche verso strutture in tufo.

Voglio avere una scusa per risentire la tua voce, le tue labbra, le tue mani sui miei capi colorati e non.

Ti telefono:
“C'ho le mani bagnate potresti passare a casa ad aprirmi l’affettato getaway?”
“No.”
“d'ogni mattino, Vorrei compagna con cui imparare a soffiare su caffellatte allegorici.”
“Inizia a svegliarti di pomeriggio”

Sono il più debole.
Se non puoi batterla allora unisciti a lei. Unisciti alle donne. Comportati come lei.
Fatti la doccia tutti i giorni.
Sii afflitto da improvvisi e laceranti abbassamenti di considerazione verso i suoi amici.
Abbandonati a minzioni poderose e soventi.
Fai di tutto per farti scendere all’autogrill perche affetto da disidratazione, compra una bottiglia d’acqua e bagnati di un benché minimo sorsetto, la cosa ti renderà appagato.
Starnutisci e sentiti incompreso, se non accorre qualcuno di li a poco tenta di mobilitare Save the Childrem in tuo aiuto.
Lamentati della porosità del suolo inadatto alla tua falcata.
Ordina una qualsiasi pietanza di tuo gradimento ma cerca di non fartela piacere, attribuisci la colpa all’antimateria: spezia di cui si servono in quel locale.

Da quando mi hai lasciato ho piu tempo per migliorare nel Baker. Ho smesso di passeggiare trafelato in piste affette da sobillazioni sonore, fingendo di divertirmi.

mercoledì 25 marzo 2009

Un uomo abituato a dire Si



Puccio i savoiardi in un estuario di carcasse di coleotteri, ma voglio smettere
non mi reputo un maleducato
altri lo sono stati, più educato da parte sua sarebbe stato: risorgere il secondo giorno
ma non faccio nomi

lo so, sono invulnerabile talloni compresi
posso scassinare sogni con l'arricciaburro, trafugarti ogni stele di Rosetta e ogni condensa mattutina
bacierò dove posi le piante
estirperò le radici d'un ruscello in cambio di un chicco di melograno imboccato
pero adesso
non lo faro
perche non ho presente il tuo nome
ma ci conosciamo?


voglio passare la vita ad annodare foulard come Albertazzi
prima che cada teatralmente in un crepaccio della marmolada

lunedì 16 marzo 2009

Circonvenzione di carapaci, una storia a piu parti mancanti.


Quello che accade nella vita di un neonato fino ai 59 anni sara molto influente per il suo futuro. A sostenerlo erano due ricercatori, il primo e il secondo. Nella conferenza stampa, inoltre , avvalorarono le loro teorie con esempi concreti dimostrando che quelli che uscivano dalle giacche erano i loro bracci.

Le teorie era molto avanzate: immergere terzi nel collirio ti permette di vedergli piu chiaramente gli zigomi, se cosi non fosse, ci sono in giro predoni di gote.

L'obesità oculare mi afflige, non sarò pronto per la prova bikini dell'estate. Devo mettere a dieta il cristallino, perdere almeno 15 kili di polpe d'immagini, niente piu prime visioni e dirette d'estrazioni del lotto. Rinunciare a soliti percorsi sfibranti, sagome ridondanti, inquilini abituali della retina, angiporti, monumenti di patrioti mentre si tolgono le spine dalle unghie e arancini privati della certezza dei piselli. Via tutto resti solo il nuovo, il mai veduto.


Credo che dobbiate sapere di me altre cose, non di piu nè di meno: altre. Io spengo i moccoli sulla torta di compleanno a smorzacannela, cosa che può risolverti una bella serata tra parenti.


Io indosso i panni umidi, per non discriminarli, sono un progressista io, siamo nel 2000 basta con queste concezioni bigotte. e poi io non ho niente contro i panni bagnati, anzi a essere sincero: i miei migliori amici sono dei panni non completamente asciutti.

Se mi metto sulle punto sono più alto, ma non posso passare le giornate sui cofani della macchine per questioni di auto-stima, cosi su quattroruote sono troppo impulsivo, Abbasso lo sguardo e vedo meno cose, se chiudo anche un occhio: non vedo il 50% della realtà. Cosi di solito sfreccio nei caselli, mentre mimo i segni della briscola e bleffo al telepass.

domenica 1 marzo 2009

Le BR dei Parenti


Con due pugnalate nello sterno lo trafissi. Un pasto insolito per costati e toraci digiuni di leghe damascate.

Il primo giorno riverso in posizione poco sportiva, cerca compassione viandante. Straziato al suolo ancor meno operativo che sportivo attrae il conforto di velivoli cartacei di scarto urbano in promiscuo intento di srovolarlo.

Il secondo giorno nel tentativo d'anticipar resurrezione , lo placco per caviglia eterea e lo rinzacchero in diga di carne e rotule.

Il terzo giorno memore del secondo demorde dal resuscito, lo sento imprecare con cognizione di causa. I parenti o sono residenti o forestieri li accomuna una sana e robusta costituzione. Gemente a terra ne approfitta per tentar abbraccio e constatar mie ambizioni lavorative, prospettive abitative, appezzamenti terricoli, progetti futuri.

Trasecolo, mentre lui privo di pudore si decompone ai miei occhi, non m'invita a porgere le spalle, è pura pornografia del mio stesso sangue, adulterio casareccio. Corro fuori dal cortile, raccolgo espettori altrui in ampolla. Torno e conficco salive stranee in palato parentelare sperando che parole nuove iniettate in circolo facciano del consanguineo un meno consanguineo. Non attendo l'oste me lo allungo da me con l'acqua lo zio.

Apre bocca a interloquire, postula senza mezze misure: hai trovato un saldo impiego? .Lo remunero con durlindana. Il sangue tracima e schizza, compone sulla parete numeri verdi per inoccupati. Chiamo e mi costituisco.